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Come nasce il gusto autentico

Qualità e tracciabilità sono alla base del nostro lavoro, volto ad offrire il gusto autentico

La risicoltura è per me un'arte in cui protagonista incontrastata è la natura.
In questo palcoscenico naturale che è la risaia, l'attenzione ai dettagli è determinante:

IMPIEGO DI SEMENTI CERTIFICATE

Chi ha il nonno campagnolo lo sa: per ottenere un ottimo prodotto, il primo passo è la qualità del seme.

Per questo motivo l’impiego di seme certificato è a garanzia del pieno rispetto dell'appartenenza genetica alla varietà. Non è per nulla un aspetto secondario: per il riso Rosa Marchetti ho recuperato con la famiglia Domenico Marchetti l'autentica varietà e la mia azienda ha l'esclusiva della semente certificata.

Per Violet Nori e Orange Nori, varietà di mia proprietà, impiego semente prodotta nella mia azienda secondo gli stessi standard seguiti per la produzione di semente certificata.


VARIETÀ AUTENTICHE

Così come l'impiego di semente certificata è fondamentale, anche la scelta della varietà è altrettanto importante.

Ho scelto di coltivare le varietà originali che rappresentano il gusto autentico, quello che ci ricordiamo da quando eravamo bambini.

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Per questo nelle confezioni Risodinori sono presenti esclusivamente le varietà autentiche relative al tipo commercializzato.
Ad esempio nel Carnaroli è presente riso Carnaroli e non una delle diverse varietà che per legge possono essere vendute poiché appartenenti alla classe merceologica del Carnaroli.

Credo che sia anche per questo motivo che la differenza si riconosce all’istante.


SEMINA A FILE INTERRATE IN ASCIUTTA 

Questa pratica agronomica, ormai consolidata, presenta diversi vantaggi: la distanza stabilita in fase di semina permette un miglior sviluppo dell'apparato radicale e, successivamente, una maggiore ventilazione delle piante.

Entrambi questi aspetti favoriscono la salute della pianta e, quindi, di ogni chicco.


MONDA A MANO

Entrare in risaia con gli stivali ai piedi e la roncola in mano al mattino presto per poter scorgere più facilmente le imperfezioni con la prima luce, conferisce al riso quel qualcosa in più, che ancora nessuna tecnologia può dare.


Non è una questione di chimica, ma di come la si utilizza: gli interventi non vengono pianificati a tavolino. Frequentemente ogni appezzamento viene controllato e più volte a settimana vengono coinvolti agronomi esterni con cui ci si confronta e si valuta se e come intervenire.
 

LAVORAZIONE

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Per la trebbiatura ho scelto una mietitrebbia caratterizzata da un sistema ibrido di battitori e rotori che, dotato di una barra di taglio con lama a lunghezza regolabile, permette un ottimo risultato nel taglio delle varietà tradizionali caratterizzate dalla taglia elevata.

L'essiccazione avviene in recenti impianti dove il recupero di calore e il processo calibrato sono volti a ridurre al minimo lo stress del riso.

Appena tre mesi occorrono al riso per stabilizzare l'amido e riposarsi dopo l'avventura del taglio. In quei mesi lo conservo al fresco nei silos. 
Lavorazione con la pietra: il riso viene sbiancato tramite un processo volto a minimizzare gli impatti di calore per permettere di mantenere intatte le caratteristiche proprietà organolettiche.


Questo è solo un accenno dei tanti particolari di cui è ricco il mio lavoro.

È come se ci fosse un copione da interpretare e la protagonista, la natura, improvvisasse continuamente.

Qualità e tracciabilità sono alla base del mio lavoro volto ad offrire un gusto autenticoCerco sempre di consolidare le mie conoscenze in un confronto continuo, custodendo gelosamente la tradizione di famiglia. E quando vedo i campi nello splendore del raccolto penso che mio nonno da lassù ne vada fiero.

Custodisco la terra ricevuta dal nonno Gino e la coltivo come patrimonio per le generazioni future.

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